Un anno di attività del nuovo Consiglio Direttivo USOT: rappresentanza e nuovi progetti per il turismo e l’Ho.Re.Ca.
In questo primo anno del nuovo Consiglio Direttivo quali sono state le principali attività portate avanti da USOT?
È stato un anno particolarmente intenso. Abbiamo lavorato su più fronti, mantenendo al centro la nostra funzione principale: rappresentare e tutelare le imprese del settore turistico, alberghiero, della ristorazione, dei bar e delle attività ricettive della Repubblica di San Marino.
Abbiamo seguito da vicino diverse tematiche istituzionali, normative e operative che incidono concretamente sulla vita delle aziende: dal lavoro alla fiscalità, dalla gestione degli spazi pubblici alla formazione, fino alla promozione del territorio e delle attività associate.
Il nostro obiettivo è stato quello di essere non solo un soggetto di rappresentanza, ma anche un punto di riferimento pratico per gli operatori, capace di ascoltare i problemi quotidiani delle imprese e trasformarli in proposte concrete da portare ai tavoli istituzionali.
USOT ha partecipato anche al confronto degli Stati Generali dell’Economia. Quale messaggio avete portato?
In occasione degli Stati Generali dell’Economia abbiamo voluto portare un messaggio molto chiaro: il turismo non può essere considerato un settore marginale o accessorio, ma deve essere riconosciuto come una vera leva strategica di sviluppo nazionale.
Le attività rappresentate da USOT – hotel, strutture ricettive, ristoranti e bar – non producono soltanto valore economico. Conquistano direttamente all’immagine del Paese, alla qualità dell’accoglienza, all’occupazione, alla reputazione della Repubblica e alla sua competitività rispetto ai territori vicini.
Per questo abbiamo sostenuto la necessità di compiere un salto di qualità: passare da una visione del turismo come fenomeno spontaneo, episodico o concentrato in alcuni periodi dell’anno a una politica turistica strutturale, fondata su programmi, investimenti, continuità e sviluppo integrato.
Quali sono stati i temi più importanti sul piano istituzionale?
Uno dei temi centrali è stato certamente quello della destagionalizzazione. Da tempo sosteniamo che San Marino deve lavorare per rafforzare la propria attrattività non solo nei mesi di alta stagione, ma durante tutto l’anno.
Il turismo non può vivere esclusivamente di alcuni picchi concentrati nei mesi estivi o in specifici periodi festivi. Occorre costruire una programmazione più ampia, capace di valorizzare anche i mesi di minore affluenza e, in particolare, i mesi di spalla.
Accanto a questo, abbiamo richiamato con forza la necessità di investire in infrastrutture, accessibilità, mobilità, gestione dei flussi, turismo culturale, sportivo, congressuale, MICE, enogastronomia e promozione coordinata del territorio.
Quando parlate di destagionalizzazione, cosa intendete concretamente?
Per USOT destagionalizzare non significa semplicemente cercare di aumentare qualche presenza nei mesi meno forti. Significa costruire una politica attiva, capace di creare nuove motivazioni di visita, favorire la permanenza, ampliare i segmenti di domanda e rendere il sistema turistico più stabile.
In particolare, riteniamo strategico concentrare una parte importante delle politiche di sviluppo sui mesi di spalla, con specifico riferimento al periodo novembre-marzo. È in questa fascia temporale che San Marino può trovare un margine concreto di crescita.
Per riuscirci servono una programmazione stabile e leggibile degli eventi, prodotti turistici pensati per la bassa stagione, una promozione coordinata, collaborazione tra pubblico e privato e strumenti di misurazione dei risultati. Senza una strategia continuativa, la destagionalizzazione rischia di restare solo uno slogan.
USOT ha spesso parlato anche di valorizzazione dell’intero territorio. Perché è un punto così importante?
Il Centro Storico e la zona UNESCO sono naturalmente il cuore dell’identità sammarinese e rappresentano un elemento distintivo fondamentale.
Tuttavia, una politica turistica moderna non può limitarsi alla sola area UNESCO.
San Marino deve essere letto e governato come un sistema turistico diffuso, nel quale ricettività, ristorazione, pubblici esercizi, servizi, commercio, cultura, mobilità, eventi e qualità urbana concorrono insieme alla costruzione dell’esperienza del visitatore.
Valorizzare l’intero territorio significa riconoscere che ogni area del Paese e ogni attività economica possono contribuire alla competitività complessiva della Repubblica, generando benefici più ampi e più distribuiti.
Quali segmenti turistici possono aiutare San Marino a crescere nei mesi meno forti?
I segmenti più interessanti sono il turismo congressuale, il MICE, lo sportivo e il culturale.
Il MICE – meeting, incentive, conference ed exhibition – può generare flussi qualificati, programmabili e spesso caratterizzati da una capacità di spesa medio-alta. Il turismo sportivo può portare atleti, accompagnatori, famiglie e pubblico, creando ricadute positive su hotel, ristoranti, bar e servizi.
Anche il turismo culturale deve essere rafforzato, non solo attraverso la valorizzazione del patrimonio esistente, ma con una programmazione continuativa di mostre, rassegne, festival, percorsi tematici e iniziative capaci di rinnovare l’interesse verso San Marino durante tutto l’anno.
Il punto è che questi segmenti non si sviluppano da soli: richiedono organizzazione, infrastrutture, spazi adeguati, servizi e una regia complessiva.
Perché USOT insiste così tanto sul tema delle infrastrutture?
Perché la competitività turistica non dipende solo dalla bellezza del territorio o dalla qualità delle imprese private. Dipende anche dalla capacità del Paese di essere accessibile, organizzato, connesso e funzionale.
Parliamo di collegamenti, parcheggi, mobilità interna, gestione dei flussi, spazi per eventi e congressi, servizi tecnici, infrastrutture digitali e strumenti di promozione.
Un risultato importante, sul quale USOT ha lavorato nel confronto con le istituzioni, riguarda l’accordo raggiunto con la Segreteria di Stato per l’Industria per la realizzazione della piscina di riscaldamento presso il Multieventi Sport Domus.
Si tratta di un investimento strategico, perché consentirà di organizzare competizioni ed eventi internazionali di nuoto, rafforzando la capacità di San Marino di attrarre atleti, società sportive, accompagnatori e pubblico.
Il turismo sportivo può generare presenze programmabili, anche nei periodi di minore affluenza, con ricadute dirette sulle strutture ricettive, sulla ristorazione e sui servizi.
La piscina potrà inoltre diventare, nei mesi più caldi, un’ulteriore attrattiva per residenti e turisti, ampliando l’offerta di svago e di servizi disponibili sul territorio.
Questo è un esempio concreto di come le infrastrutture possano contribuire non solo allo sport, ma anche alla destagionalizzazione, alla qualità dell’offerta turistica e alla competitività complessiva della Repubblica.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale sono certamente importanti e possono aiutare il sistema a diventare più efficiente. Ma non possono sostituire le infrastrutture materiali. Se vogliamo sviluppare turismo congressuale, sportivo, culturale e MICE, dobbiamo avere luoghi, servizi e condizioni operative adeguate.
L’innovazione digitale migliora il sistema; le infrastrutture ne rendono possibile la crescita.
Che ruolo ha avuto USOT rispetto alle imprese associate?
Abbiamo cercato di svolgere un ruolo molto operativo. Le imprese hanno bisogno di risposte rapide, chiare e concrete. In questo senso USOT ha lavorato per fornire supporto su temi come contrattualistica, lavoro, normative di settore, autorizzazioni, adempimenti amministrativi, fiscalità e rapporti con gli uffici pubblici.
Allo stesso tempo abbiamo cercato di rafforzare il rapporto con gli associati, attraverso comunicazioni più frequenti, momenti di confronto e strumenti utili per affrontare le problematiche quotidiane.
La formazione è stata una parte importante dell’attività di USOT?
Sì, molto importante. È uno degli strumenti più concreti per aiutare le aziende a crescere e ad affrontare le nuove sfide del mercato.
USOT ha continuato a promuovere percorsi formativi rivolti agli operatori del settore, con particolare attenzione sia agli obblighi normativi, come salute e sicurezza, sia a temi più innovativi e trasversali.
Riteniamo che la formazione debba essere pratica, accessibile e realmente utile. Per questo stiamo lavorando a percorsi capaci di rispondere alle esigenze effettive delle imprese Ho.Re.Ca., anche su temi come digitalizzazione, comunicazione, intelligenza artificiale, accoglienza, vendita e valorizzazione del prodotto locale.
Ci sono state anche iniziative legate alla promozione del territorio e dell’enogastronomia?
Sì, e riteniamo che questo sia uno degli ambiti nei quali San Marino possa costruire un’identità sempre più riconoscibile.
Un esempio significativo è stata l’iniziativa realizzata insieme all’Ambasciata d’Italia, che ha coinvolto i ristoratori associati di USOT nella proposta di menù ispirati alle tradizioni gastronomiche delle diverse Regioni italiane.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di sostenere e valorizzare la candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.
È stata un’occasione importante non solo di promozione della cucina italiana, ma anche di coinvolgimento diretto delle imprese sammarinesi della ristorazione, chiamate a interpretare e raccontare, attraverso i propri piatti, una parte fondamentale dell’identità, della cultura e della tradizione italiana.
Crediamo che iniziative di questo tipo siano particolarmente efficaci perché mettono al centro i ristoratori e trasformano la ristorazione in uno strumento concreto di promozione culturale e turistica.
Accanto a questo, USOT sta collaborando al progetto “Dalla Terra alla Tavola”, promosso dalla Segreteria di Stato per il Territorio, anche con la gestione del Villino Bonelli.
L’idea è quella di fare del Villino Bonelli non soltanto un luogo di incontro, promozione e racconto dell’identità enogastronomica sammarinese.
In particolare, il progetto intende valorizzare i prodotti tipici del territorio, il vino della Cantina di San Marino e le produzioni del Consorzio Terra di San Marino, mettendo al centro l’intera filiera.
La nostra convinzione è che i prodotti enogastronomici sammarinesi possano diventare un vero elemento di brand identity del Paese. Costruire un’identità riconoscibile attorno ai prodotti, ai produttori, alla ristorazione, al territorio e alle esperienze di degustazione significa rafforzare l’offerta turistica e, al tempo stesso, creare nuove opportunità economiche per le imprese.
Università. Che rapporto ha questo tema con il turismo?
Il rapporto è molto più stretto di quanto possa sembrare. Se vogliamo che il Centro Storico viva davvero tutto l’anno, non possiamo pensare che bastino il turismo giornaliero, gli eventi occasionali o i picchi stagionali.
Serve una presenza quotidiana, giovane, residente e continuativa. In questa prospettiva, l’Università può diventare una leva strategica fondamentale.
Riteniamo che San Marino dovrebbe porsi, nel medio-lungo periodo, un obiettivo ambizioso: sviluppare un sistema universitario capace di generare una presenza di 5.000/6.000 studenti residenti, concentrando nel Centro Storico la maggior parte dei corsi con obbligo di frequenza.
Questo avrebbe effetti importanti sul piano urbano, economico, sociale, culturale e anche turistico. Un Centro Storico abitato, giovane e vissuto è anche un Centro Storico più autentico e più attrattivo per chi lo visita.
Quali sono, secondo USOT, le principali difficoltà che il settore sta affrontando?
Le difficoltà sono diverse. C’è il tema dei costi, che negli ultimi anni sono aumentati in modo significativo, soprattutto per materie prime, energia, personale e gestione ordinaria.
C’è poi il tema della carenza di personale qualificato, che riguarda non solo San Marino ma tutto il settore turistico e ristorativo a livello più ampio.
A questo si aggiungono la stagionalità, la complessità normativa, gli adempimenti amministrativi e la necessità di rendere il sistema Paese più competitivo rispetto ai territori vicini.
Le imprese hanno voglia di investire e di crescere, ma hanno bisogno di un contesto più stabile, più semplice e più orientato allo sviluppo.
Qual è il rapporto di USOT con le istituzioni?
Il rapporto con le istituzioni è per noi fondamentale. Il confronto deve essere costante, serio e costruttivo.
Non ci interessa una rappresentazione basata solo sulla critica. Quando serve, naturalmente, evidenziamo le criticità e difendiamo con fermezza gli interessi delle imprese. Ma cerchiamo sempre di farlo proponendo soluzioni, alternative e percorsi praticabili.
Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di politiche pubbliche più vicine alla realtà delle aziende e più coerenti con le esigenze del settore turistico e commerciale.
Guardando al futuro, quali sono i progetti principali di USOT?
I progetti sono diversi. Il primo è continuare a rafforzare il ruolo di USOT come associazione di riferimento per il settore turistico e Ho.Re.Ca.
Vogliamo essere sempre più presenti, più strutturati e più utili per gli associati.
Sul piano strategico continueremo a lavorare su alcuni temi fondamentali: destagionalizzazione, formazione, valorizzazione dell’enogastronomia, semplificazione amministrativa, sostegno alle imprese e maggiore coordinamento tra pubblico e privato.
Inoltre, intendiamo sviluppare nuove iniziative dedicate agli associati, anche attraverso convenzioni, servizi, occasioni formative e strumenti pratici per migliorare la competitività delle aziende.
San Marino ha ancora margini di crescita dal punto di vista turistico?
Assolutamente sì. San Marino ha un potenziale enorme, ma deve essere messo a sistema.
Abbiamo un Centro Storico patrimonio UNESCO, una storia unica, una posizione strategica, un’identità forte, una ristorazione di qualità, prodotti del territorio, eventi, cultura, sport e una dimensione che può diventare un valore aggiunto. La vera sfida è passare da una promozione frammentata a una visione più organica.
Serve un progetto Paese, capace di coinvolgere istituzioni, operatori economici, associazioni, mondo culturale e realtà territoriali.
Noi vogliamo fare la nostra parte in questo percorso.
Quale messaggio volete mandare agli operatori del settore?
Sappiamo che le imprese affrontano ogni giorno difficoltà concrete, spesso lontane dai grandi dibattiti istituzionali. Per questo vogliamo continuare a essere un’associazione vicina agli operatori, capace di ascoltare, rappresentare e proporre.
Invitiamo gli imprenditori del settore a partecipare, confrontarsi e contribuire. Più la rappresentanza è condivisa, più diventa forte.
Il turismo e l’Ho.Re.Ca. sono settori essenziali per San Marino. Non solo dal punto di vista economico, ma anche per l’immagine, l’identità e la vitalità del Paese.